| Saluzzo sotterranea |
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Trascrizione di parte di un antico manoscritto in cui si parla di cunicoli sotto il Castello di Saluzzo :
“… Il Castello di Saluzzo è direi il centro da cui partono tutte queste comunicazioni sotterranee, delle quali una dal detto Castello passando per l’antico convento di Santa Chiara viene sotto alla casa già dei conti di Verzuolo, ora delle Monache (del Sacro Cuore) e quindi si prolunga sino alla Casa Cavassa ed oltre, passando sotto la casa… Questi passaggi sotterranei sono costruiti in modo che le persone non pratiche a puntino della località che vi si introducessero, si perderebbero certamente, sia cadendo in apposite cisterne, sia sdrucciolando su lastricati di marmo posti in pendio, tale che riuscirebbe impossibile di non precipitare in appositi tombini…”
“… Sebbene queste vie sotterranee siano in gran parte otturate nelle loro entrate e nelle loro uscite, onde sia impossibile di trovarle a chi non ne conosca l’esistenza e siano in qualche sito grandemente danneggiate dal tempo e dalla infiltrazione delle acque, tuttavia non è malagevole cosa il percorrer dette vie, a chi volesse prendersi questo passatempo…”. Dopo aver citato abitazioni e note proprietà Saluzzesi, Chiese, conventi e condotti, il documento continua: “… Questo scritto deve essere realmente una relazione che uno dei signori Marchesi di Saluzzo, Lodovico se non sbaglio, faceva a uno dei Cavassa onde metterlo in caso, all’evenienza, di potersi servire per sé e suoi di questi mezzi di ritirata o viceversa…” Da questo antico documento emerge una Saluzzo, fatta di ragnatele di cunicoli e trabocchetti, conosciuti da pochi che se fossero riportati alla luce (seguendo anche i suggerimenti dell’antico documento) restituirebbe un volto nascosto e misterioso della città.
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È questo il contenuto della trascrizione (forse ottocentesca) di un manoscritto antico, inedito e prezioso risalente alla fine del Cinquecento, appartenuto al N. H. Comm. Ippolito Berrone, proprietario in tempi remoti, di villa Chiara sita nella collina Saluzzese, documento giunto poi nelle mani di un collezionista di Saluzzo. Continuando la lettura del documento, tra varie e curiose informazioni storiche e topografiche si legge:







